Dialogo tra Shammuramat e il suo Essere

Per darvi il mio Buon Ritorno dalle vacanze

vi regalo una riflessione estratta dal mio Ebook
"Scorribanda di un Corpo Fisico-Mentale-Emozionale"
Copyright @ Elena Gennai edizione 2010  
Copyright @ Elena Gennai edizione 2013

Non si possono definire solo poesie...è un canto umano,
di slanci irruenti rivolti ad incontrare di nuovo il Grande Spirito

Dialogo tra Shammuramat e il suo Essere

Shammuramat
Olio su Cartone (Elena Gennai)
Dunque adesso che siamo soli, avvolti nella buia notte e mentre ogni uomo si culla nel sonno e il silenzio si risveglia, perché questo per lui è un nuovo giorno, adesso dico, parla ancora con me, gran signore; io conosco chi sei; Essere è il tuo nome, così strano per un amico, come strano è il tuo piacere di parlare con me soltanto nella notte; non mostri il tuo volto e non mi chiami con il suono della tua voce perché voce non hai, ma t’intrometti nei miei pensieri con silenziosità, quasi che tu esista già in essi.
Adesso che mi hai ancora richiamato, parlami! Finché la notte non ritorni nei suoi abissi, e tu scompaia di nuovo.

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Essere
Io sono l’unico Essere tuo amico; perciò non vi è altra risposta al mio dubbio se non quella che tu stai chiamando me e non un altro probabile essere; dunque perché affermi che ti ho chiamato quando invece tu mi hai cercato disperatamente?  Forse adesso che sono qui non vuoi più parlare con me?

Shammuramat
Questo non è possibile! Come non lo è per ciò che tu dici; forse ti vuoi burlare di me, o forse… Dimmi è probabile che io ti abbia invocato senza che me ne rendessi conto?

Essere
Si è così!

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Non rattristarti per questo! “Quel giorno” anche la tua coscienza non avrà più inconscio, così tu nella tua completezza potrai finalmente essere padrona di tutte le tue memorie.

Shammuramat
Quel giorno…?!
Allora potrò essere anche padrona del ricordo di averti chiamato?

Essere
Se osservi il cielo sopra la tua testa, vedi che esso ai tuoi occhi è separato dalla terra; e se lo guardi più in lontananza fino all’orizzonte, vedi che piano, piano, da separato quale

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era si avvicina alla terra stessa, fino a congiungersi con essa.
Ora, quel giorno, che ti ho poc'anzi detto, tu non avrai più bisogno di chiamarmi per parlare con me,  perciò non t’importerà essere padrona del ricordo di avermi chiamato.

Shammuramat
Io non capisco le tue parole, ma sento che qualcosa di me ti appartiene. È come se tu avessi il mio stesso sangue materno. Conosci le mie emozioni senza che io te ne abbia parlato; anzi, comprendi la mia essenza, profondamente segreta quasi anche alla mia mente; tutto ciò mi rende molto inquieta; chi puoi mai essere, tu, oh Essere! Forse sei uno spirito vagante nell’etere, che sta cercando il suo corpo ideale dove posarsi! Ma io possiedo già il mio spirito, la mia

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essenza, anche se devo scoprirla interamente, e quindi non posso che esserti amica. Tuttavia se è vero ciò, allora io ti dico che non è conveniente per te cercarti un uomo con cui unirti; una volta che ti troverai là capirai perché parlo così; ogni corpo rende schiavo il suo essere tanto da sopraffarlo, quasi soffocarlo.
Capisci!
Non avrai più la tua libertà! Vedrai i tuoi nemici avanzare contro di te, ma non potrai affrontarli perché non avrai più la tua superiorità e tanto meno potrai fuggire, perché il corpo non te lo permetterà. Rassegnati dunque a soccombere per sempre se tu deciderai così. Anch’io un tempo accolsi il mio essere soggiogandolo e rendendolo schiavo, tanto che esso divenne inservibile. Egli non

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esisteva per me; in realtà non capivo bene a cosa potesse essere utile! Io sono, dunque, l’autrice del suo
maltrattamento, delle sue sconfitte, della sua sofferenza, e tanto più della sua scomparsa; sì perché dopo tutto ciò egli sparì dalla mia percezione rifugiandosi in qualche luogo della mia interiorità. Adesso soltanto mi rendo conto della sua preziosità e con ansia e impazienza io lo cerco giorno e notte! Ma questo ti può interessare solo per capire quanto sono gretti gli uomini, e molto stolti: essi custodiscono i loro valori esteriori gelosamente come fossero tesori;

Essere
Ogni uomo ha la propria essenza, ed essa, alcune volte, ribellandosi emerge, ed è in quel momento che l’uomo è

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spinto a chiedersi che cosa ama nella sua vita; il suo essere ricade subito, così l’umano, essendo tale, ha bisogno di un
valore in cui riporre le proprie speranze; ma la scelta non è spesso riflettuta: così il denaro assurge ad imperatore, o, in altri, la potenza, la bellezza, il potere, lo snobismo, usurpando perciò il trono a colui che costituisce la vera speranza.
Lo spirito di ogni uomo conosce la saggezza, anche se nessuno se ne rende conto, ma esso invece di essere ascoltato viene abbattuto; ma allora io dico: se l’uomo ha scelto così, che gli spiriti rimangano schiavi perpetui cosicché l’uomo non conosca più la Vita. Ma l’ingiustizia di cui parlo non è fatta solo contro lo spirito dell’uomo, ma soprattutto contro l’umano stesso! E chi è l’autore di ciò se

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non l’uomo con le sue stesse decisioni?!
Ti  chiederai quale assurda situazione sia questa: ironica!
L’uomo che uccide se stesso e senza esserne consapevole! L’inconsapevolezza, infatti, allontana la salvezza. Ed ogni spirito soccombe insieme al suo padrone. Ma io conosco già il mio futuro e non ho paura della morte…
Ascoltami! Tu ed io stiamo parlando come due amici ben distinti, ma la tua percezione dell’influsso che ci congiunge, spinge me, Essere, a confessarti il futuro. Noi siamo! E non io in te e tu in me, ma due vitalità separate. Verrà un giorno però, fuori dal tempo e dallo spazio della terra, in cui quelle scariche elettriche che ci avvicinano esploderanno in una forte energia.
Quanto sarà prezioso questo calore!
Allora, dopo che ciò sarà avvenuto, non esisteranno più gli

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opposti: non distingueremo più l’amore e l’odio, il cielo e la
terra, la vita e la morte, il giorno e la notte, la malinconia e la felicità. Tutti gli estremi formeranno un unico punto centrale; sarà in questo momento, oh mia carissima amica, che noi due ci uniremo e fondendoci diventeremo un solo fulcro…

Shammuramat
Oh mio spirito!
Ascendi all’etere da cui sei venuto e nel ritorno al tuo mondo portami stretta con te; ti seguirò e mi sottometterò, perché così io ho deciso.
 E una volta emersi insieme dalle sozzure terrene, tu ritroverai la tua quiete, ed io conoscerò finalmente cosa sia la realizzazione  !                                                

E.G.1986






L'apertura di cuore non ha a che fare con l'organo fisico

C'è ancora chi erronemanete confonde il termine < Apertura di Cuore> con riferimento all'organo fisico.

Nel linguaggio alchemico "apertura di cuore" indica un processo di trasmutazione e l'organo fisico, con tutta la macchina biologica umana, ne subisce le conseguenze.

Il principale compimento del lavoro alchemico, o trasmutazione, consiste nell’apertura del Cuore. Questa esperienza è comunemente nota come « illuminazione » .

Aprire il Cuore significa, (detto in modo semplice), entrare in una dimensione di complicità rispetto al mondo. Le altre persone smettono di essere fonte di paura, sospetto, ansia… e divengono nostre complici. Fra noi e gli altri si stabilisce una sottile intesa, un senso di intima fiducia che è completamente indipendente da ciò che loro stanno pensando di noi.

La trasmutazione della paura in fiducia riguarda un cambiamento che avviene nel Cuore Vibrazionale.

Aprire il Cuore significa cominciare a galleggiare nell’amore… vibrare a un’altra velocità e spostarsi nel mondo senza mai uscire da quella calda vibrazione. Sentire ardere il Sacro Fuoco interiore lungo ogni momento della giornata. 

Un elevato livello di amore può dare vertigine e stordimento: non è sentimentalismo, ma qualcosa di tangibile e concreto che produce uno straordinario effetto sulla macchina biologica.

Muoversi in ufficio, sull’autobus, al supermercato, in tangenziale… con il Cuore aperto, significa essere continuamente travolti dalla Bellezza delle persone e delle situazioni. 

L’eccesso di amore può addirittura bruciare. L’amore rappresenta il principale e più potente fuoco dell’alchimista – ancor più del ricordo di sé – che permette di « trasmutare il veleno in farmaco », cioè ogni emozione negativa in emozione superiore. L’amore tenuto costantemente acceso conduce con certezza all’immortalità.


Strano?  
Possibile.


Come vivere la propria esistenza senza mai tirarsi indietro


Coraggio non è assenza di paura, dice Osho, in realtà è la "totale" presenza della paura, con il coraggio di affrontarla.
In questo modo vivi la propria esistenza senza mai tirarti indietro.

A differenza di coloro che lo identificano con una serie di atti eroici, tipici di circostanze eccezionali, egli pone l'attenzione sullo sviluppo del coraggio interiore, che ci mette in grado di vivere vite piene, complete e autentiche. Il coraggio di cambiare ciò che deve essere cambiato, anche se chi è intorno a noi sostiene il
contrario. Il coraggio di abbracciare il nuovo, nonostante le paure, nei nostri rapporti affettivi e familiari, sul lavoro o sul cammino che percorriamo alla ricerca di noi stessi. 

Che cos'è il coraggio?  All'inizio non c'è molta differenza tra un uomo coraggioso e un codardo. L'unica differenza è che il codardo ascolta le proprie paure e le asseconda; invece l'uomo coraggioso mette da parte le proprie paure e va avanti. L'uomo coraggioso entra nell'ignoto, malgrado le proprie paure.
La parola "coraggio" è molto interessante: viene dalla radice latina cor, che significa "cuore"; quindi essere coraggiosi significa vivere con il cuore.

Tutti hanno paura, devono avere paura: la vita è tale da suscitare paura nell'essere umano. Coloro che raggiungono la stato di assenza di paura non l'hanno raggiunto diventando audaci, spavaldi, poiché l'uomo audace ha solo represso la sua paura, quindi non ha realmente raggiunto la stato di assenza di paura. Non è un problema di audacia: devi solo osservare in profondità i fatti della vita e comprendere che le tue paure sono naturali. Dunque le accetti! 

Quando il nuovo bussa alla tua porta, aprila!  Il nuovo ti è sconosciuto. Potrebbe esserti amico, potrebbe esserti nemico, chi può dirlo? Non hai modo di saperlo! L'unico modo per saperlo è lasciare che ti accada. Da ciò nascono le apprensioni e la paura.


Il coraggio di amare.  La paura non è altro che assenza dell'amore. Fa' qualcosa in funzione dell'amore, dimentica la paura. Se amerai nel modo giusto, la paura sparirà.
Non un rapporto, ma uno stato dell'essere.  L'amore non è un rapporto, l'amore è uno stato dell'essere che non ha niente a che fare con chiunque altro. Non si è in amore, si è amore. Naturalmente, quando sei amore, sei innamorato: essere innamorato è una conseguenza, è un sottoprodotto: non è la sorgente. La sorgente del tuo innamoramento è che tu sei amore. Questo dolce è delizioso! L'amore è rarissimo. Incontrare una persona nel suo centro, significa attraversare una rivoluzione perché, se vuoi incontrare una persona nel suo centro, devi permettere anche a lei di raggiungere il tuo centro. Devi diventare vulnerabile, assolutamente vulnerabile e aperto. Ciò è rischioso.
Un mondo senza confini  L'amore è un'apertura verso un mondo senza confini, verso un mondo infinito. L'amore inizia ma non finisce mai, ha un inizio ma non ha fine.
Né facile né difficile, soltanto naturale  L'amore è uno stato naturale di consapevolezza. Non è facile né difficile: non applicare all'amore questi due aggettivi. L'amore non è uno sforzo, quindi non può essere facile né difficile. Amare è come respirare. L'amore è simile ai battiti del tuo cuore, alla circolazione del sangue nel tuo corpo. L'amore è il tuo stesso essere.

(tratto dal centro di gravità permanente: Osho)

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