Lettura dei nei tra divinazione-alchimia-astrologia


Il destino si può leggere in faccia?  attraverso la lettura dei nei.... divinazione-alchimia-atrologia... un intreccio complesso.

L'arte divinatoria ha attraversato tutte le epoche umane... ed ha utilizzato ogni tipologia di "strumento" ritenuta adeguata per una sbirciatina nell'Infinito ...  

Come accade ancora oggi, anche nell'epoche antiche esistevano i ciarlatani e i veri ricercatori.... individuarli spetta a ciascuno.
Di certo l'essere umano è sempre stato terribilmente attratto dal mondo "sovrumano" e l'unico motivo è che egli stesso, innanzitutto, è sempre stato ed è un essere spirituale.

Dai primi momenti della storia delle civiltà mesopotamiche, dalle tavolette di argilla, emergono numerosissimi esempi di uso e pratiche di divinazione, che costituiscono le più vivide rappresentazioni della vita di tutti i giorni in quei tempi antichi. La divinazione scaturiva da una profonda convinzione che le cose del mondo fossero associate e si muovessero contemporaneamente; il detto "così in cielo come in terra" non era una recitazione cadenzata ma la constatazione evidente di una associazione universale:
« le manifestazioni nel cielo così come quelle sulla terra ci danno segni
cielo e terra, ambedue mandano segni univoci
ognuno per proprio conto, ma non indipendentemente, perché cielo e terra sono interconnessi
un segno cattivo in cielo è anche cattivo in terra
un segno cattivo in terra è anche cattivo in cielo! »
(tavoletta di una scuola teologica a Babilonia)

Ma si può risalire ancora più indietro nel tempo, ancor prima dei Sumeri....  a molti millenni fa....   La divinazione o mantica è la pratica o la presunta capacità di ottenere informazioni, ritenute inaccessibili, da fonti soprannaturali.

Una forma particolare era ed è ancora oggi la lettura destinica attraverso i nei del volto, che si intrecciano con l'esoterismo alchemico, l'astrologia.

Nevomanzia e Nevologia  ...indietro nel tempo...

In Europa la divinazione attraverso i nei (Nevomanzia) ha avuto una storia importante. Fiorì nel Rinascimento, la cui prima traccia ufficiale possiamo trovare negli scritti di Girolamo Cardano amico di Leonardo da Vinci, ( il suo postumo Metoscopia libris tredecim, et octingentis faciei humanae eiconibus complexa pubblicato in latino a Parigi nel 1658, il cui allievo Ciro Spontoni pubblicò a Venezia nel 1626, in volgare e con deliziose illustrazioni, il libretto La metoposcopia, ovvero commensurazione delle linee della fronte).
Nel 1603 Giovan Battista della Porta
scarica pdf del testoBiblioteca digitale Museo G.Galilei Firenze
nell'opera 
Coelestis physiognomonia, tratta ancora di nei e segni che compaiono sul volto, ma — forse per paura dell'Inquisizione, che lo premeva molto da vicino — elimina dalla sua opera ogni legame con la divinazione del futuro, combattendo influssi astrologici e magici. Da quel momento la divinazione attraverso i nei perse d'interesse diventando un giochino per adolescenti. Ad eccezione della fine del Settecento, quando furoreggiò la moda della mouche, il neo posticcio di taffetà nero da applicare sul viso a seconda di un codice di seduzione di cui scrive nel 1862 Edmond de Goncourt: «a forma di cuore, di luna, di cometa, di mezzaluna, di stella, di navetta, [...] posate, secondo le regole, l'assassina all'angolo dell'occhio, la maestosa sulla fronte, la giocosa sulla piccola piega provocata dal sorriso, la galante nel mezzo della guancia, e la coquette, chiamata anche la preziosa e la furbetta, proprio vicino alle labbra» fu una moda furiosa, si arrivò a portare delle mouchedi velluto «grandi come piccoli impiastri di farmacia. E si vide persino un giorno sulla tempia della splendida madame Gazes una siffatta mouche tutta contornata di diamanti».


(Di notevole interesse, sull'argomento,anche i testi antichi/manoscritti seguenti, scaricabili online in pdf dalla Biblioteca digitale del Museo Galileo Galilei di Firenze, Dipartimento di Filosofia Univ. Milano:)


 scarica pdf G.Della Porta
  scarica pdf G.Cardano


   scarica pdf G.Della Porta






I Cabbalisti medievali e gli Alchimisti ritenevano che i nei fossero segni divini. Ma è tra il Cinquecento e il Seicento che il legame tra nei e astrologia (Nevologia) conosce il suo apice di popolarita' con le teorie di Girolamo Cardano( 1501-1576)che associava la terra al cielo e il corpo alle sue parti cioe' alle stelle, ai pianeti, allo zodiaco. I nei, situati nelle varie parti del corpo assimilavano il simbolismo astrologico dei 12 segni:

I nei e la personalità
Secondo questa teoria associatoria i nei ( quelli veri) posizionati sulla parte del corpo simbolicamente abbinata ad un segno tendono ad infondere al soggetto le caratteristiche di tale segno: un neo sulla fronte ad esempio infonde le caratteristiche dell' Ariete: impulsivita' 

diventa fan

diventa amico

Post più popolari