Il primo petrolio ecologico...che fine ha fatto?

Vale la pena ricordare che nel marzo 2011 veniva data la notizia straordinaria del
  primo petrolio ecologico
sul sito francese:   
Le-Developpement-Durable-en-action    sito web

nel quale si riportava che dopo 5 anni di ricerche la BFS spagnola (vedi sito ita: BFS website ) in collarobazione con la Francia 
finalmente aveva raggiunto il risultato di un petrolio ottenuto attraverso il processo di fotosintesi, dalle microalghe, (di cui sono risultati anche i fossili da cui si ricava il normale petrolio) quindi sostanze vegetali insieme alla Co2 = anidride carbonica.
La notizia diceva anche che sarebbero state aperte diverse centrali della BFS anche in Italia.

qui di seguito la sintesi dell'articolo ricavato dall'Amrita Multimedia:

Dopo cinque anni di ricerche condotte in stretta collaborazione con le università di Alicante e di Valencia, una società francese, la BFS, ha trovato il modo di trasformare il surplus di anidride carbonica in un petrolio di alta qualità, basandosi sugli effetti congiunti di fotosintesi, energia della luce e proprietà organiche del fitoplancton, che viene usato come catalizzatore.

Tutto si basa su una coltura intensiva, all’interno di fotobioreattori verticali, di fitoplancton 
(microalghe) selezionato a partire da ceppi dotati di un
determinato tenore di lipidi. Il principio è, in realtà, molto semplice: se è vero che il petrolio è un elemento di origine vegetale, che ha subìto una trasformazione alla quale sono occorsi secoli, accentuando al massimo grado le condizioni in cui il petrolio si crea in natura è possibile accorciare moltissimo i tempi. Quello che accade oggi è che una “centrale-tipo” della BFS è in grado di assicurare una produzione continuativa annuale di 5500 barili di un petrolio del tutto simile a quello che conosciamo e dal quale si possono trarre derivati (plastiche, polimeri ecc.) della stessa efficienza degli attuali. E per produrre un barile di questo petrolio vengono definitivamente neutralizzati (non semplicemente assorbiti) 937 Kg di CO2. Quindi, non solo produrre questo petrolio non inquina, ma il petrolio stesso è un... disinquinante! 

La notizia ci sembra ancora più buona in quanto riguarda da vicino anche l’Italia: è già stata prevista, infatti, la realizzazione di nuove centrali BFS, una delle quali a Venezia.

fine sintesi articolo 
Sono passati 5 anni da allora, addirittura in Andalusia esiste già una produzione di petrolio ecologico a livello industriale ma...."non commercializzabile" , guarda caso!
Sicuramente da allora si sono mossi colossi di  investitori sia americani sia europei, ma si continua a dire che la ricerca è in corso....  ma la BFS  il risultato= prodotto da utilizzare e immettere sul mercato  l'aveva ottenuto già 5 anni fa e andava solo replicato su scala industriale perché fosse utilizzabile dal maggior numero di paesi..... ed è stato fatto anche ciò...
Invece no. Ancora no, non sarebbe pronto...
Ma quando mai ci crediamo!
E il ruolo dell'Italia ?  l'apertura delle centrali BFS, come era stato scritto nel 2011, è morta...nel silenzio.
Invece sembra che siano molti i progetti di ricerca del nostro paese anche a livello internazionale.

Come al solito questi governi fingono di cercare qualcosa che hanno GIA' TROVATO!
poiché per loro è necessario salvaguardare il business, attraverso strategie e immissioni pilotate sul mercato qualunque sia il prodotto innovativo,   soprattutto questo.
Inoltre non va dimenticato che i petrolieri (che sono gli stessi che "finanzierebbero" le ricerche" per l'innovazione ), continueranno a vendere il petrolio nero finché ne avranno.

Pertanto il petrolio ecologico, il primo nato sulla terra ad opera umana copiando i processi esistenti in Natura, rimarrà ancora per molto molto tempo inaccessibile, con tutte le relative conseguenze che ne derivano.



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